Il valore della reputazione

valore della reputazione

Sentiamo sempre parlare di reputazione online e offline, ma questa distinzione non ci convince affatto.

Così, quando abbiamo letto il titolo dell’evento della Social Media Week di Roma, Digital Law – Reputation Online, abbiamo subito drizzato le orecchie e storto il naso: ci risiamo, eccoci che di nuovo si fa la differenza tra online e offline. Il 25 settembre scorso , siamo andati a sentire di persona.

La reputazione si lega indissolubilmente alla singola persona, la precede in qualsiasi contesto e le informazioni in rete non fanno che facilitare questo meccanismo. Su questo punto, però, siamo stati subito tranquillizzati dagli interventi che hanno messo in chiaro che come la distinzione tra online e offline sia priva di fondamento. “L’identità sociale è data dal rapporto con gli altri” ha notato Isabella Corradini – fondatrice di Reputation Agency- ovunque esso si svolga.

Tuttavia, le informazioni che circolano in rete, hanno delle peculiarità che vanno affrontate e, in qualche caso, regolamentate.
Il web è il più grande luogo di ritrovo collettivo che l’umanità abbia mai conosciuto e questo può aprire scenari inquietanti sulla circolazione delle voci online, perché porta problemi inediti: come tutelare la propria privacy tra tre miliardi di utenti e un miliardo di siti, come definire il concetto stesso di privacy in un contesto liquido e multiculturale, Internet deve essere un archivio senza tempo o si può chiedere ai motori di ricerca di dimenticare?
Poi c’è un secondo aspetto. Online il valore della reputazione, oltre che morale, è monetizzabile: la reputazione impatta sul business di aziende, ristoranti, hotel, ma anche dell’intero sistema Paese. Una crisi reputazionale, con conseguente danno di immagine, non è solo un brutto momento. Gli effetti del virtuale si fanno sentire presto nel mondo reale. Una recensione positiva può essere determinante per l’acquisto di una cena, per la prenotazione di una stanza d’albergo e da qualche tempo, anche per la visita di un luogo turistico. Se il commento è negativo, avrà effetti altrettanto determinanti.
A ognuno dei relatori del panel è stato affidato un filo dell’intricata questione e ha cercato di dipanarlo con competenza, affrontando le questioni irrisolte e spiegando lo stato attuale di nodi più dibattuti.
Al tavolo, moderato da Guido Scorza e Giovanni Maria Riccio (E-Lex), hanno preso parte:

Luigi Montuori – Capo del dipartimento comunicazioni e reti telematiche e vice segretario generale del Garante Privacy
Cristiano Radaelli – Commissario straordinario ENIT
Jacopo Mele – Digital Life Coach
Isabella Corradini – Reputation Agency
Vasco Petruzzi – ComputArte
Stefano Epifani – Docente di Social media management all’Università La Sapienza