Digital identity e social recruiting

digital identity e social recruiting

Il mercato del lavoro non è più lo stesso dal momento della comparsa dei social.

Strumenti come LinkedIn consentono di capitalizzare il network di relazioni che si costruiscono durante la propria carriera lavorativa e di studio e si stanno sostituendo in modo sempre più completo al curriculum vitae tradizionale. Gli altri punti di presenza online contribuiscono a completare il quadro sulla personalità di un individuo e ne costituiscono l’identità digitale che sempre più viene utilizzata dai recruiters come strumento di pre-selezione dei candidati.

Le innumerevoli storie e leggende di persone che hanno visto vanificata un’opportunità lavorativa a causa di foto o post sconvenienti su questo o quel social network confermano, a prescindere dalla loro veridicità, quanto sia importante curare la propria identità digitale.

Il social recruiting, infatti, si sta diffondendo sempre di più e anche se i social network non potranno mai sostituire il colloquio diretto con il candidato, rappresentano ormai il primo punto di contatto con il potenziale employer e una fonte di informazioni che consente a chiunque di farsi un’idea della persona prima di conoscerla “dal vivo”.

Una ricerca di CareerBuilding.com afferma che un datore di lavoro su 5 usa i social network in fase di recruiting e che, in alcuni casi, i contenuti trovati hanno portato a escludere i candidati dal percorso di selezione. Tra i contenuti che possono rappresentare campanelli d’allarme, compaiono i seguenti:

  • ammettere di fare uso di alcool o di droghe (41%)
  • pubblicare foto o informazioni provocatorie o inopportune (40%)
  • utilizzare un nome utente non professionale (22%)

Altre volte, invece, i contenuti condivisi sono stati determinanti per confermare la scelta di un candidato. Tra i fattori più significativi, figurano i seguenti:

  • avere qualifiche adatte al lavoro (48%)
  • mostrare ottime doti comunicative (43%)
  • avere referenze positive da altri utenti (31%).